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mercoledì 15 marzo 2017

La figura di Carlo V. Un breve ritratto del personaggio, da utilizzare per il ripasso


Cari ragazzi della III A SIA,

via allego il link della lezione, dedicata alla figura di Carlo V d'Asburgo, che abbiamo seguìto sulla LIM. L'Autore illustra in modo semplice i principali argomenti relativi a questa fondamentale figura del primo Cinquecento.
Sono invitati a visionare il video in particolare gli studenti  assenti a lezione, ma può tornare  utile  rivederlo anche agli altri, in vista  della verifica orale, che verterà  su questi temi.
https://www.youtube.com/watch?v=wFIZKkPIQK4

SN





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lunedì 6 febbraio 2017

Lezione di francese, prof.ssa Raffaelle Borghi, classe III SIA

Lingua francese
Docente : Raffaella Borghi

3° A – SIA
Revisione grammaticale
Étape 1/2/3/4
Étape 5 Comme d’habitude Completa
Étape 6 Viens toi aussi
Étape 7 Qu’est-ce que tu prends ?
Grammaire
Verbi essere-avere, formazione del plurale e del femminile, articoli determinativi e indeterminativi. Pronomi personali soggetto, uso del “vous” verbi del primo gruppo (er) (1) verbo s’appeler e i verbi pronominali, il pronome on la frase interrogativa (1) i numeri da 31 a 70.
Oui est-ce? Ou est-ce que c’est. C’est ce sont, il/elle/ils/elles sont (1) formazione plurale e femminile (2) preposizioni articolate. Aggettivi, interrogativi quel, quelle, quels, quelles. La frase negativa, aggettivi possessivi, pronomi tonici.
Avverbi très, beaucoup et beaucoup de, le preposizioni davanti i nomi di paesi, i verbi andare e venire aggettivi dimostrativi, il y a. La frase interrogativa con est-ce-que? I pronomi complemento oggetto (COD) aggettivi di colore, i numeri a partire da 70, verbi préférer/ faire/ savoir.

I verbi del 2° gruppo(ir) imperativo, il faut, pronomi personali complemento indiretto (COI) numeri ordinali formazione del plurale. La preposizione chez, verbi devoir, pauvoir, et vouloir, passé récent,presént progressif, futur proche, pourquoi …?,Parce que/ pour, formazione del femminile casi particolari, i verbi in-er casi particolari, il verbo prendre.

Funzioni comunicative: domandare e dire l’ora, parlare della propria routine quotidiana, dire quello che uno ama o non ama (gusti/azioni), invitare e proporre ad un amico/a di fare qualcosa insieme e rispondere, prendere un appuntamento, indicare il cammino (indicazioni stradali), vendere o acquistare un prodotto, domandare e dire il prezzo, proporre o domandare qualcosa da mangiare o bere.

Lessico: le parti del giorno, routine giornaliera, apprezzare e criticare, il tempo libero, i luoghi pubblici, negozi, commercianti, merci, espressioni usate per pagare.

Civilisation
Le système scolaire en France.

Si ricorda agli alunni che la grammatica può essere studiata e approfondita su un qualsiasi testo in commercio o in rete. Per la pronuncia si consiglia ascolto CD allegato al libro di testo in adozione, ascolto canzoni in lingua francese e utilizzo di app gratuite facilmente scaricabili (per esempio il sito www.bonjourdefrance.com). Resto comunque a disposizione per recuperi, per compiti e interrogazioni.

lunedì 11 aprile 2016

APPUNTI DI MATEMATICA


Per accedere alla lettura degli appunti di matematica cliccare sul link seguente :

https://drive.google.com/open?id=0B8OYO1RQyMQZUENMYUdfQ01XUFk


Prof. Calcara

lunedì 14 marzo 2016

ECONOMIA AZIENDALE

METODO DELLA
PARTITA DOPPIA



OBIETTIVI – STRUMENTI – METODI










CONTABILITA’ GENERALE

La contabilità generale è l’insieme delle rilevazioni, tra loro coordinate e collegate, che riguardano i VALORI FINANZIARI e i VALORI ECONOMICI generati dalle operazioni di gestione


SCOPO DELLA CONTABILITA’ GENERALE

La contabilità generale ha come obiettivo la determinazione di:

1.     PATRIMONIO DI FUNZIONAMENTO
Viene evidenziato dallo STATO PATRIMONIALE
2.     RISULTATO ECONOMICO
Il reddito viene evidenziato dal CONTO ECONOMICO

Per rilevare le scritture occorre un sistema di CONTI

IL METODO DI SCRITTURE E’ DIVERSO DAL  SISTEMA DI SCRITTURE

Il METODO detta le norme che regolano la forma, l’ordine e la procedura delle scritture
Il SISTEMA riguarda il contenuto delle scritture

COSA RILEVA LA CONTABILITA’ GENERALE

·        FATTI AMMINISTRATIVI ( acquisti, vendite, incassi, pagamenti, ecc.)
·        IN LIBRI CONTABILI ( libro giornale, libro mastro, inventario, ecc.)


IL METODO DELLA PARTITA DOPPIA

·        Stabilisce le regole di registrazione dei valori in un insieme coordinato di conti

·        Stabilisce che ogni operazione aziendale:


a)    È registrata contemporaneamente in almeno due conti;

b)    Nella sezione DARE di uno e nella sezione AVERE dell’altro;

c)     I valori registrati in DARE siano uguali al totale dei valori registrati in AVERE


·        Stabilisce la regola del PAREGGIO CONTABILE








IL SISTEMA DEL PATRIMOIO E DEL REDDITO



Ogni fatto di gestione è analizzato in due aspetti


1)    ASPETTO FINANZIARIO        (originario)

variazioni nella CASSA – nei CREDITI – nei DEBITI


2)    ASPETTO ECONOMICO        (derivato da quello finanziario)

Variazioni nei COSTI – nei RICAVI – nel PATRIMONIO NETTO





Lo strumento di rilevazione è il CONTO


Nome del conto














FUNZIONAMENTO DEI CONTI


CONTO FINANZIARIO









CONTO ECONOMICO








I CONTI ECONOMICI possono essere:
a) DI REDDITO
b) DI CAPITALE

LA PARTITA DOPPIA APPLICATA ALLA CONTABILITA’ GENERALE

Il metodo della Partita Doppia applicata al sistema del Patrimonio e del Reddito si basa sulle seguenti regole:


a)    Si rilevano solo fatti esterni di gestione;


b)    Ogni operazione viene rilevata in DARE e in AVERE di due o più conti
in modo che TOTALE DARE  =  TOTALE AVERE



c)     I fatti si rilevano nel momento in cui si manifestano le variazioni finanziarie

Entrate/uscite                                             Cassa
Aumenti/diminuzioni                                 Crediti/debiti



d)    I fatti si esaminano sia nell’aspetto finanziario sia nell’aspetto economico


e)     Le registrazioni sono effettuate in due serie di conti (FINANZIARI e ECONOMICI) che funzionano in modo antitetico (OPPOSTO)



LE OPERAZIONI AZIENDALI ORIGINANO




1)                Variazioni che interessano il solo aspetto finanziario (Permutazione)


Esempio: Deposito nel c/c bancario la somma di € 1.000





2)    Variazioni che interessano sia l’aspetto finanziario sia l’aspetto economico


Esempio: Pago in contanti l’affitto del magazzino per € 1.200





3)    Variazioni che interessano solo l’aspetto economico


Esempio: Costituisco un’azienda apportando un impianto di € 200.000









ANALIZZIAMO I SINGOLI CASI


1)                DEPOSITO NEL C/C BANCARIO LA SOMMA DI € 1.000

ASPETTO FINANZIARIO

Banca c/c            =             + denaro V.F.A.   in DARE              € 1.000
Denaro in cassa  =             - denaro  V.F.P.   in AVERE           € 1.000
                  
                           
BANCA C/C                                                                        



                  
                                              

DENARO IN CASSA           



                  



NON SUSSISTE L’ASPETTO ECONOMICO


2)                PAGATO IN CONTANTI L’AFFITTO DEL MAGAZZINO € 1.200


ASPETTO FINANZIARIO

Denaro in cassa =                 - denaro V.F.P. in AVERE € 1.200

DENARO IN CASSA           









ASPETTO ECONOMICO

Fitti Passivi =                       + costi V.E.N. in DARE € 1.200

      FITTI PASSIVI              












3)                APPORTO IN AZIENDA DI UN IMPIANTO DI € 200.000


NON SUSSISTE L’ASPETTO FINANZIARIO


ASPETTO ECONOMICO


Impianti                   =       + costi  V.E.N.  in DARE  € 200.000
Patrimonio Netto     =       + patrimonio V.E.P. in AVERE € 200.000


      IMPIANTI             









PATRIMONIO NETTO                












COLLEGAMENTO TRA CONTO E BILANCIO


Ogni conto “ INFLUENZA” il bilancio




STATO PATRIMONIALE














                                      CONTO ECONOMICO











ESEMPI DI ANALISI DI FATTI AMMINISTRATIVI


1)    Ricevo la fattura n. 1 per acquisto  merci di € 10.000 + IVA ordinaria

Merci € 10.000 + IVA a credito € 2.200 = € 12.200    Totale fattura

ASPETTO FINANZIARIO

Debiti v/fornitori          = + debiti  V.F.P.  in AVERE € 12.200
IVA a credito                = + crediti  V.F.A. in DARE   €   2.200

ASPETTO ECONOMICO

Merci c/acquisti            = + costi V.E.N.  in DARE     € 10.000


Spieghiamo il ragionamento applicato per analizzare questo fatto:

·        Se ricevo una fattura ho acquistato da un fornitore
·        Se acquisto sorge un debito verso il fornitore di importo pari al totale della fattura
·        Sorge un credito verso l’Erario per il valore dell’IVA
·        Poiché ho acquistato merci da un fornitore sorge un costo

DEBITI V/FORNITORI                             IVA A CREDITO              



             
      MERCI C/ACQUISTI




2)    Pagata la fattura n. 1, metà in contanti e metà con A/B

€ 12.200 : 2 = € 6.100                                € 6.100 con denaro contante
                                                                  € 6.100 con la banca

ASPETTO FINANZIARIO

Debiti v/fornitori          = - debiti   V.F.A. in DARE € 12.200
Banca c/c                      = - denaro V.F.P. in AVERE € 6.100
Denaro in cassa            = - denaro V.F.P. in AVERE € 6.100

NON SUSSISTE L’ASPETTO ECONOMICO


Spieghiamo il ragionamento applicato per analizzare questo fatto:

·        Se pago una fattura ricevuta vuol dire che diminuiscono i debiti verso i fornitori
·        Pagando metà dell’importo della fattura in contanti il denaro in cassa diminuisce
·        Pagando metà dell’importo della fattura con un A/B diminuisce il denaro nel c/c bancario

DEBITI V/FORNITORI                                  BANCA C/C



             
      DENARO IN CASSA 




martedì 1 dicembre 2015

PERCHE' IL DIRITTO ?
Aristotele diceva che l'uomo è un animale politico cioè la solitudine lo fa soffrire. Ha un bisogno sia fisico che spirituale di vivere insieme agli altri. Ciò determina la nascita di gruppi. All'interno di tali formazioni però, per forza, si creano dei conflitti di interessi. Questi attriti fra consociati spingono senza dubbio alla violenza lasciando al singolo consociato di difendere i propri interessi in base alle sue capacità fisiche o intellettuali usando di conseguenza le armi che soggettivamente ritiene più idonee.
Occorre quindi qualcosa che mantenga la pacifica convivenza e armonizzi il più possibile gli interessi primari in relazione a quelli collettivi.
Ecco spiegata la necessità del diritto.
Il Diritto detta le regole di comportamento e di organizzazione in vista degli interessi collettivi cercando così di ottenere la pacifica convivenza.
E' evidente che quanto migliori sono queste regole tanto più' armoniosa e pacifica sarà la convivenza e la soddisfazione dell'individuo il quale non si lamenterà dei suoi sacrifici quando vede che la contropartita è un bene per lui prezioso.
Insomma le regole dettate dal diritto costituiscono l'ossatura portante delle società. Se si vuole cambiare la società bisogna cambiare la sua struttura, se si vuole cambiare la struttura bisogna cambiare il Diritto.
Il grado di civiltà di una società si misura dall'evoluzione del suo Diritto.
Ma non basta che ci siano regole buone bisogna pure che le stesse vengano rispettate e che quindi funzioni bene il sistema che controlla l'osservanza delle regole e che in caso di trasgressione vi sia una punizione.
L'associato e' costretto ad ubbidire.
Questo carattere (OBBLIGATORIETÀ DELLA NORMA GIURIDICA) costituisce la nota di differenziazione della regola giuridica dalle altre regole della società.
Infatti vi sono altre regole sociali: quelle religiose, morali, di buona educazione, di cortesia e convenienza che non hanno il carattere dell'obbligatorietà.
Anche i precetti religiosi contribuiscono ad attutire i contrasti fra i consociati ma gli stessi non sono obbligatori, non c'è il timore della punizione almeno di quella immediata considerato che la stessa è prevista solo dopo la morte, né può' considerarsi punizione l'eventuale rimorso. Il credente è lasciato libero di ubbidire o meno e risponderà delle sue scelte solo dopo morto: non c'è costrizione ma risposta alla propria coscienza
E poiché il precetto religioso trae la sua forza di ubbidienza dalla coscienza, certamente le norme giuridiche risentono e sono permeate del sentimento religioso e comunque della morale del momento.
Allo stesso modo per l'inosservanza delle norme di buona educazione non è prevista nessuna punizione a parte la figuraccia
Se uno e costretto ad ubbidire alla regola giuridica è evidente che ci deve essere un'autorità che si assume tale funzione.
L'ente che soddisfa il bisogno di avere delle regole di comportamento indirizzate al conseguimento dei fini comuni e che ha l'autorità di farle rispettare è lo Stato.
Quindi lo Stato nasce per esigenza e in contrasto con le società primitive che chiameremmo "semplici" in quanto prive di organizzazioni e soggette alla cd "legge del più' forte"
Tale esigenza sfocia nella sovranità cioè nel potere di imperio (imperium=comando) che ha lo Stato sugli associati cioè sulla popolazione che è rappresentata dalle persone che vivono sul suo territorio .
E' evidente che nel tempo lo Stato si è evoluto ma i suoi elementi essenziali restano:
il popolo, il territorio e la sovranità.

A questo punto possiamo dare la definizione di Stato

STATO = è un insieme di persone (popolo), stanziate su un territorio, che si danno delle regole per l'organizzazione della vita collettiva e sottomesse ad una autorità (governo con poteri coercitivi) per il raggiungimento di fini comuni (difesa, ordine pubblico, amministrazione della giustizia, progresso sociale ed economico…)
Va detto che le regole fissano anche i limiti del potere dello Stato.Tutti i suoi organi sono sottoposti alla Legge.
La sovranità dello Stato si realizza fondamentalmente attraverso l'esercizio di tre poteri: il potere legislativo, esecutivo e giudiziario
NELLO STATO DEMOCRATICO i tre poteri appartengono ad organi separati.
In Italia il potere legislativo (emanazione di norme giuridiche) appartiene al Parlamento, quello esecutivo (attuazione concreta delle norme per consentire il raggiungimento dei fini generali) appartiene al Governo, quello Giudiziario (interpretazione e applicazione della legge con conseguente applicazione delle sanzioni) alla Magistratura.
Ricapitolando occorrono quindi delle regole di comportamento e delle regole che presiedono alla organizzazione e che specificano anche attraverso la facile intuizione dei principi i fini che intende perseguire la società.
Cioè non basta soltanto dare degli ordini positivi (devi fare..) o negativi (non devi..) al consociato ma occorre pure indicare il modo di funzionare degli apparati organizzativi, i principi ispiratori e i fini perseguiti.
Allora la definizione di norma va oltre quella limitativa: la norma giuridica non è solo una regola di condotta.
La definizione che non esclude dal rango di norma quella che si limita ad enunciare un principio, ad esempio :siamo tutti uguali di fronte alla Legge.
Molto più semplicemente esistono norme che contengono solo il precetto (comando), norme che contengono un principio ("L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro), norme che contengono la sanzione (chi uccide una persona è punita con l'ergastolo o la reclusione...).
L'insieme di tutte queste norme costituiscono l'ordinamento giuridico.
Nella parola ordinamento è contenuta appunto questa idea dell'ordine cioè il fine che si prefigge il diritto che è quello di mettere ordine nei rapporti con le altre persone e con lo stesso Stato.
Se abbiamo un bisogno sia fisico che spirituale di vivere insieme agli altri il diritto è necessario per risolvere per ognuno di noi un grande problema di insicurezza, perché rende prevedibili i comportamenti delle persone (perché sottoposti alla regola comune), specie di quelle che non conosciamo perché non sono né parenti né amici e che non hanno nulla in comune con noi.

Cosa succederebbe se, guidando, non fossimo convinti che gli altri conducenti tendenzialmente rispettano le regole del codice della strada (rispettare la destra, non imboccare una strada con divieto di accesso, non passare con il semaforo rosso)? Saremmo sereni o preoccupati ?

domenica 29 novembre 2015

Presentazione del Corso Serale-istruzione degli adulti dell'ist. “ENZO FERRARI” già "DA VERRAZANO"

CORSO SERALE – ISTRUZIONE DEGLI ADULTI
Amministrazione finanza marketing (AFM) – Sistemi informativi aziendali (SIA)

OFFERTA FORMATIVA DEL CORSO SERALE DELL’IST. “ENZO FERRARI”
 SEDE VIA CONTARDO FERRINI, 83  -  CINECITTÀ  ROMA

Il corso serale dell’Istituto – già Giovanni da Verrazano – è attivo dal 1995 e rappresenta uno dei punti di riferimento dell’istruzione degli adulti del settore Roma sud.
I corsi serali attivi nell’Istituto sono rivolti agli adulti lavoratori e in generale a tutti coloro che hanno abbandonato i corsi di studi superiori e vogliono conseguire il diploma di TECNICO DELL’AMMINISTRAZIONE FINANZA MARKETING (ex Ragioniere amministrativo)  o di TECNICO DEI SISTEMI INFORMATIVI AZIENDALI (ex Ragioniere programmatore).


L’articolazione dei percorsi di secondo livello (scuola superiore) è la seguente:
a)      primo periodo didattico (corrispondente al primo biennio, classe 1a e 2a), comune ai due indirizzi. Lo studente consegue conoscenze, abilità e competenze per l’ammissione al secondo biennio.  Ottenuta la certificazione o studente potrà scegliere uno dei due indirizzi (b1 o b2).

b1) secondo periodo didattico (corrispondente al secondo biennio, classe 3a e 4a), indirizzo AFM. Lo studente consegue conoscenze, abilità e competenze per l’ammissione al quinto anno.
b2) secondo periodo didattico (corrispondente al secondo biennio, classe 3a e 4a), indirizzo SIA. Lo studente consegue conoscenze, abilità e competenze per l’ammissione al quinto anno.
c1) terzo periodo didattico (corrispondente alla classe quinta), indirizzo AFM. Lo studente consegue conoscenze, abilità e competenze per l’ammissione all’esame di Stato (diploma di istruzione tecnica)
c2) terzo periodo didattico (corrispondente alla classe quinta), indirizzo SIA. Lo studente consegue conoscenze, abilità e competenze per l’ammissione all’esame di Stato (diploma di istruzione tecnica)
d1) esame di Stato (esame di maturità)
d2) esame di Stato (esame di maturità)

Tutto il percorso di studio ha un orario complessivo pari al 70% di quello previsto dal corrispondente ordinamento degli Istituti Tecnici. I carichi orari degli studenti possono essere ulteriormente ridotti attraverso:
1. riconoscimento dei crediti, comunque acquisiti dallo studente nel sistema di istruzione e formazione (apprendimenti formali);
2. riconoscimento di competenze acquisite in ambito lavorativo, familiare e sociale (apprendimenti non formali e informali).
È prevista la possibilità di fruizione a distanza di una parte del percorso, di regola per non più del 20% del corrispondente monte ore (attualmente attraverso un blog del corso serale verrazanoserale.blogspot.it).
Per gli studenti stranieri la scuola attiva annualmente, fuori dell’orario scolastico, un corso di alfabetizzazione alla lingua italiana (Italiano L2).
È prevista la possibilità di abbreviare il corso degli studi, a giudizio della Commissione interna di valutazione e dei Consigli di classe, sulla base degli esiti di accertamento delle competenze.


L’orario (23 ore/settimana) è compatibile con l’impegno lavorativo.
Le lezioni si svolgono dal lunedì al giovedì dalle ore 18.30 alle 22.45,
il venerdì dalle 18.30 alle 21.15
In ordine alla frequenza e alle eventuali difficoltà a seguire il numero minimo di lezioni previsto dall’ordinamento, il Consiglio di classe può valutare particolari e documentate esigenze dello studente.


QUADRI ORARIO
PRIMO PERIODO DIDATTICO

AMMINISTRAZIONE FINANZA MARKETING
MATERIE
Prima annualità
Ore/set
Seconda annualità
Ore/set

MATERIE
Secondo  periodo didattico
1^ annualità ore/set
Secondo  periodo didattico
2^ annualità ore/set
Terzo  periodo didattico
5° anno ore/set
Italiano
3
3

Italiano
3
3
3
storia
3

storia
2
2
2
inglese
2
2

inglese
2
2
2
francese
3
2

francese
2
2
2
matematica
3
3

matematica
3
3
3
Informatica
2
2

informatica
2
1

sc. terra
3

ec. aziendale
5
5
6
fisica/chimica
2
2

diritto
2
2
2
geografia
2
2

ec. politica
2
2
2
ec. aziend.
2
2

religione
1
1
diritto/economia
2

23
23
23
religione
1



23
23



                                                                                             
SISTEMI INFORMATIVI AZIENDALI
MATERIE
Secondo  periodo didattico
1^ annualità ore/set
Secondo  periodo didattico
2^ annualità ore/set
Terzo  periodo didattico
5° anno ore/set
Italiano
3
3
3
storia
2
2
2
inglese
2
2
2
francese
2


matematica
3
3
3
informatica
3
3
4
ec. aziendale
4
4
5
diritto
2
2
2
ec. politica
2
3
1
religione
1
1

23
23
23

Per maggiori informazioni rivolgersi in sede (via Contardo Ferrini, 83) al Coordinatore del Corso serale, Prof. Gianfranco Giangualano, dal lunedì al giovedì dalle 20.30 alle 21.00.